ERGA MUNDUM
Edizione speciale · Intervista

Luiz Scarpelli, il fondatore, di fronte al mondo

Da un’infanzia umile a Belo Horizonte ai tribunali d’Italia, l’avvocato, giurista e scrittore racconta a Erga Mundum da dove viene, perché non ha mai rinunciato ai suoi sogni, il pilastro che lo ha spinto ad andare avanti e a credere che fosse possibile, perché scrive e perché ha deciso di creare un giornale del mondo per i brasiliani.

Redazione Erga Mundum · Ottobre 2026 · 18 pagine
ERGA MUNDUMEdizione speciale · Intervista al fondatore · Ottobre 2026
Luiz Scarpelli
Intervista esclusiva

Luiz Scarpelli

«È possibile. Credici: è possibile.»

L’infanzia povera, i tre pilastri che gli hanno cambiato la vita (la madre, lo zio e la prima moglie), l’avvocatura tra due mondi e perché la verità ha bisogno di qualcuno che la racconti

Erga MundumIn questo numero

In questo numero

Una vita raccontata di fronte al mondo

Avvocato in Brasile e in Italia, giurista e scrittore, Luiz Scarpelli ha fondato Erga Mundum nell’ottobre 2026. In questa intervista parla per la prima volta di tutto il suo percorso, dall’inizio.

Nota della redazione. L’intervistato è il fondatore e direttore di questo giornale. Per questo lo segnaliamo al lettore fin dall’inizio, come facciamo in ogni articolo che riguardi il fondatore o aziende a lui collegate. Le risposte sono sue; le domande, della redazione.
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Luiz Scarpelli

Lettera al lettore

Perché nasce Erga Mundum

Milioni di brasiliani vivono, studiano e lavorano all’estero, o sognano di farlo. Altri milioni portano nel cognome la storia di una famiglia che ha attraversato l’oceano. Per tutti loro, un’informazione affidabile sul mondo vale quanto un documento.

Erga Mundum nasce con una regola semplice: pubblichiamo solo ciò che può essere verificato. Ogni titolo riporta il nome della testata d’origine e il link all’articolo originale. I contenuti sponsorizzati sono sempre segnalati. Quando un tema riguarda il fondatore o aziende a lui collegate, il lettore ne sarà informato.

«Erga mundum» significa «di fronte al mondo». È così che intendiamo lavorare: alla luce del sole, con fonti, prove e rispetto per chi ci legge.

Luiz ScarpelliFondatore · Advogado · Avvocato · Lawyer · Jurista · Escritor
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IntervistaI · Seicento grammi

Capitolo I

Seicento grammi

Dove comincia la storia di Luiz Scarpelli?

Comincia in anticipo. Sono nato prematuro, a sei mesi e mezzo, con seicento grammi. È stata la prima battaglia, e chi ha lottato per me è stata mia madre. Ha sempre creduto in me, fin da quel primo giorno, e quella fiducia mi ha dato forza per tutta la vita.

La mia famiglia era molto semplice. Ero un bambino povero a Belo Horizonte e credevo davvero che non avrei mai lasciato la città. Non immaginavo di conoscere nemmeno Contagem, che è proprio qui accanto.

Lei ha cominciato a lavorare presto.

Prestissimo. Da bambino vendevo ghiaccioli fatti in casa e lavavo le macchine. A dodici anni facevo già il fattorino.

«Chi ha lottato per me, fin dal primo giorno, è stata mia madre.»
Luiz Scarpelli

Da dove viene il cognome Scarpelli?

Dalla Calabria. Il mio bisnonno, che si chiamava anche lui Luiz Scarpelli, nacque nel 1872 in provincia di Cosenza e attraversò l’oceano come tanti italiani di quell’epoca. Sono cresciuto sentendo parlare di quelle origini. Ricordo il podere di mio nonno, con le lanterne a petrolio e la stufa a legna. Molti anni dopo, quella stessa storia mi avrebbe riportato in Italia.

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IntervistaII · I tre pilastri

Capitolo II · I tre pilastri

La prima a crederci

Chi sono i tre pilastri della Sua vita?

Mia madre, lo zio Fábio e Ana Paula. Sono state le tre persone che mi hanno sostenuto, ciascuna a suo tempo, e che hanno creduto in me quando non avevo ancora nulla da mostrare.

E tutto comincia da Sua madre.

Sì. Ha lottato per me prima che io potessi lottare per me stesso. Sono nato prematuro, a sei mesi e mezzo, con seicento grammi. La nostra famiglia era molto semplice, ma a lei non è mai mancata una certezza: che nella vita ce l’avrei fatta.

«Il suo amore per me e la certezza che ce l’avrei fatta mi hanno dato una grande forza.»
Luiz Scarpelli, sulla madre

Come è stata presente nella Sua infanzia?

Con tenerezza, amore e protezione. Mi ha protetto dal bullismo e da tutte le persone che non credevano in me fin da bambino. È stata lei a darmi il soprannome di «avvocato delle cause impossibili», e lo porto con orgoglio, perché viene da chi ha creduto in me più di tutti.

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IntervistaII · I tre pilastri

I tre pilastri · Lo zio

Lo zio che mi ha cambiato la vita

Chi era lo zio Fábio?

Il mio migliore amico d’infanzia. Era il fratello di mia madre e viveva con mia nonna. Era lui a portarmi al Mineirão a vedere il Cruzeiro, fin da piccolo. Brillante, parlava quattro o cinque lingue e ha preparato diciassette o diciotto nipoti e pronipoti di mia nonna agli esami di ammissione all’università e ai concorsi, in tutte le materie.

Era capace di uscire in macchina, andare a prendere uno studente, fargli lezione e poi riaccompagnarlo a casa. Faceva da garante a chi doveva prendere una casa in affitto, era il braccio amico di tutta la famiglia. Il sabato a casa sua c’erano spaghetti con le polpette, e tutti volevano essere invitati.

«Figlio mio, la vita passa troppo in fretta. Goditela il più possibile.»
Fábio, lo zio

E come Le ha cambiato la vita?

Con una frase: «Devi studiare.» Quando mi sono sposato, a 21 anni, avevo solo la licenza media. Ho completato gli studi con i corsi serali e il liceo da sposato, ed è stato lui a prepararmi per l’esame di ammissione all’università. L’ho superato.

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IntervistaII · I tre pilastri

I tre pilastri · Ana Paula

Trent’anni al mio fianco

Chi è Ana Paula?

La mia prima moglie. Ci siamo sposati quando avevo 21 anni e siamo stati insieme circa trent’anni. Quando mi sono sposato, avevo solo la licenza media. Lei è stata al mio fianco nei corsi serali, all’esame di ammissione, nelle due volte in cui ho dovuto interrompere l’università per mancanza di soldi e il giorno della mia laurea, a 33 anni.

Che cosa ha rappresentato nel Suo percorso?

Incoraggiamento, sostegno e fiducia. Mi ha incoraggiato moltissimo e ha sempre creduto in me, anche negli anni in cui niente sembrava andare per il verso giusto. Se avessi sposato una persona senza carattere, che non fosse una combattente e non mi sostenesse, la mia storia sarebbe stata un’altra.

«Ha sempre creduto in me. Mi ha sempre sostenuto in tutto.»
Luiz Scarpelli, su Ana Paula

E oggi?

Oggi non siamo più sposati, ma siamo grandi amici. La gratitudine che provo per lei, per mia madre e per lo zio Fábio è per sempre. Ho voluto farcela e ho lottato per farcela nella vita perché quelle tre persone, i miei pilastri, non meritavano di essere deluse.

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IntervistaIII · Tutti i mestieri

Capitolo III

Prima del Diritto, tutti i mestieri

Prima dell’avvocatura, Lei ha fatto di tutto.

È vero. Dopo il fattorino, sono stato commesso, buttafuori in discoteca e venditore porta a porta di prodotti odontoiatrici. Sono stato rappresentante di commercio, ho avuto un negozio di forniture odontoiatriche e una videoteca. Ho fatto anche il tornitore alla Fiat.

Ognuno di quei lavori mi ha insegnato qualcosa che nessuna università insegna: trattare bene le persone, ascoltare il cliente, vendere con onestà e non vergognarsi mai di ricominciare. Ancora oggi metto in pratica tutto questo.

Infanzia
Venditore di ghiaccioli e lavamacchine
A 12 anni
Fattorino
Giovinezza
Commesso, buttafuori in discoteca, venditore porta a porta
Commercio
Rappresentante, negozio di forniture odontoiatriche, videoteca
Industria
Tornitore alla Fiat

Chi Le è stato accanto lungo questo cammino?

I miei tre pilastri: mia madre, lo zio Fábio e Ana Paula. Sono arrivato dove sono arrivato con il mio impegno, ma molto anche perché non volevo deludere chi aveva creduto in me.

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IntervistaIV · Il Diritto, a 33 anni

Capitolo IV

L’università interrotta due volte

Com’è stata la facoltà di Giurisprudenza?

Ho cominciato tardi, alla PUC Minas, dove ho avuto come docente la professoressa Cármen Lúcia. Ho dovuto interrompere gli studi due volte per mancanza di soldi. Ho concluso alla FUMEC, a Belo Horizonte, e mi sono laureato a 33 anni. Non avevo fretta di arrivare. Avevo la certezza che sarei arrivato.

Dopo la laurea, ho esercitato per circa dieci anni in Brasile per grandi aziende. I contratti sono diventati la mia specialità, e lo sono ancora oggi.

«Non volevo deludere chi aveva creduto in me.»
Luiz Scarpelli

Qual è stata la vittoria più grande della Sua carriera?

Quella per lo zio Fábio, nel 2014. Si ammalò di una malattia grave e incurabile e aveva un’assicurazione sulla vita che pagava solo in caso di morte. Tutti gli avvocati che aveva consultato gli dissero che non c’era niente da fare. Ho studiato il caso e ho elaborato una tesi inedita: se la malattia era mortale e incurabile, il capitale doveva essere anticipato in vita, perché lui potesse vivere con dignità il tempo che gli restava.

Il giudice concesse il provvedimento d’urgenza in pochi giorni, e subito dopo arrivò l’accordo. Il denaro arrivò in tempo per pagare infermieri, badanti e un autista fino alla fine. Non ho mai reso pubblico questo caso. Il dolore è stato troppo grande.

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IntervistaIV · Il Diritto, a 33 anni

E dopo?

Sono arrivati anni molto difficili. Tra il 2012 e il 2015 la mia famiglia ha attraversato malattie gravi e lutti, uno dopo l’altro, e lo zio Fábio se n’è andato. È stato il periodo più duro della mia vita.

Ma la sua frase è rimasta: la vita passa troppo in fretta. Avevo paura dell’aereo, una paura che mi veniva da mia madre. Dopo la sua morte ho perso quella paura e ho cominciato a viaggiare. Ho visitato circa trecento città in 32 paesi, sempre alla scoperta di musei, cattedrali e luoghi in cui è passata la storia.

È così che è arrivato in Europa?

Sì. Sono andato in Europa dopo quegli anni e lì ho visto da vicino la difficoltà dei brasiliani che cercavano di ottenere il riconoscimento della cittadinanza italiana. Code di anni nei consolati, informazioni contraddittorie, persone ingannate. Ho deciso di iscrivermi come avvocato in Italia e di aprire la strada per via giudiziaria.

«L’unica certezza è che moriremo. Perché rinunciare a tentare qualcosa che è possibile?»
Luiz Scarpelli
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IntervistaV · L’Italia

Capitolo V

Dieci anni in Italia, migliaia di famiglie

Com’è stata la Sua attività in Italia?

Ho vissuto lì circa dieci anni, tra Treviso e altre città, e mi sono iscritto all’Ordine degli Avvocati di Firenze. All’inizio del 2018 sono stato tra i primi avvocati a promuovere a Roma azioni giudiziarie per la cittadinanza, contro le code dei consolati. Quelle cause hanno contribuito a formare la giurisprudenza che poi ha giovato a decine di migliaia di italo-brasiliani.

In questi anni, più di diecimila clienti hanno ottenuto il riconoscimento della cittadinanza grazie al mio lavoro. Ho vinto un riconoscimento tardivo di paternità vent’anni dopo, quando il termine era di un anno e due consolati avevano già detto no. Ho ottenuto anche la ricostruzione giudiziale dell’atto di nascita di un antenato, e la famiglia ha visto riconosciuta la cittadinanza dal Tribunale di Roma.

«Migliaia di famiglie, di nuovo alle loro radici.»
Luiz Scarpelli

Lei ha anche studiato in Italia.

Ho conseguito due Master di II livello alla Sapienza di Roma: Corruzione e Sistema Istituzionale, nel 2021, e Criminologia Clinica, Psicologia Giuridica e Psichiatria Forense, nel 2022, con lode. Oggi sono iscritto come avvocato in Brasile, in Italia, in Spagna e in Portogallo, e presso il Consiglio degli Ordini forensi europei, a Bruxelles.

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IntervistaV · L’Italia

Nel 2025 l’Italia ha cambiato la legge sulla cittadinanza. Che cosa ha fatto?

Il 28 marzo 2025, quando è uscito il decreto, ho annunciato pubblicamente che avrei smesso di promuovere nuove azioni di cittadinanza finché non ci fosse stata una posizione concreta della magistratura o del governo. Non sarebbe stato onesto vendere al cliente una speranza che non potevo garantire. Oggi seguo soltanto casi specifici.

La questione è ora davanti alle corti europee, a Strasburgo e a Lussemburgo, ed Erga Mundum seguirà ogni passo, con i documenti e le fonti, come ha fatto nel servizio d’esordio.

Che cosa resta di questi dieci anni?

Resta l’orgoglio di aver restituito a tante famiglie un pezzo della loro storia. E resta una lezione dura: in un mercato cresciuto troppo in fretta sono comparsi anche gli approfittatori, i profili falsi, le false agenzie di consulenza. Li ho combattuti, e questo ha avuto un prezzo.

Brasile
OAB Minas Gerais e OAB San Paolo
Italia
Ordine degli Avvocati di Firenze
Spagna
Ilustre Colegio de la Abogacía de Barcelona
Portogallo
Ordem dos Advogados Portugueses
Europa
Council of Bars and Law Societies of Europe
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IntervistaVI · I libri e i social

Capitolo VI

Scrivere per chi verrà dopo

Quale prezzo?

Gli attacchi sui social. Chi combatte gli affari loschi dà fastidio, e io ho dato fastidio. Per molto tempo ho risposto a ogni provocazione. Oggi non rispondo più in pubblico: ciò che va risolto lo porto in tribunale, che è il luogo giusto.

Il mio nome, il mio cognome, vale più della mia vita. Voglio onorare la famiglia Scarpelli, e voglio che i parenti che devono ancora nascere trovino la verità su di me, non la menzogna.

È per questo che scrive?

Anche per questo. In Italia ho pubblicato I Corrotti e Gli Psicopatici, e in Brasile Mentira e Verdade (Menzogna e Verità), sulla mia lotta contro le bande digitali che truffano nel mercato della cittadinanza. Ora preparo la Collezione Scarpelli, in 24 volumi. L’ultimo si chiamerà «E allora, ne è valsa la pena?», e lo scriverò solo quando tutti gli altri saranno pubblicati.

«Nessuno di quelli che sono qui oggi ci sarà fra cento anni. Io scrivo per chi verrà dopo.»
Luiz Scarpelli
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IntervistaVII · L’Organismo ed Erga Mundum

Capitolo VII

Dall’attacco è nata l’opera

Che cos’è l’Organismo Scarpelli?

È la struttura che riunisce tutto ciò che faccio, ed è nata proprio dalla persecuzione. Prima sono arrivati i libri, e con loro la necessità di una casa editrice. Poi ho studiato marketing per costruire i miei siti. Ho ampliato l’avvocatura in Brasile e ho creato la difesa di aziende e professionisti attaccati su Reclame Aqui, il più noto sito di reclami del Brasile, perché altri non passino ciò che ho passato io.

Quattro rami e un solo scopo: proteggere chi costruisce e accorciare il cammino di chi sta cominciando.

E la Tríade Scarpelli?

Ho avuto tre pilastri nella vita: mia madre, mio zio e Ana Paula. Tre persone che hanno creduto in me quando non avevo ancora niente. La Tríade è questo: voglio essere quella persona per chi non ha nessuno. Aiutare chi comincia, rilanciare chi si è fermato e risollevare chi è stato attaccato.

«La prima cosa che le persone devono imparare è credere in sé stesse.»
Luiz Scarpelli
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IntervistaVII · L’Organismo ed Erga Mundum

Perché un giornale del mondo?

Perché un avvocato decide di creare un giornale?

Perché per dieci anni ho visto il danno che fa l’informazione falsa. Ho visto famiglie perdere denaro e tempo per notizie sbagliate, promesse vendute come certezze e profili falsi spacciati per esperti. Milioni di brasiliani vivono, studiano e lavorano all’estero, e altri milioni portano nel cognome la storia di chi ha attraversato l’oceano. Per tutti loro, un’informazione affidabile vale quanto un documento.

«Un’informazione affidabile vale quanto un documento.»
Luiz Scarpelli

Che cosa promette Erga Mundum al lettore?

Una regola semplice: pubblichiamo solo ciò che può essere verificato. Ogni titolo riporta il nome della testata e il link all’articolo originale. Le notizie provengono dai maggiori giornali di 33 paesi e si aggiornano ogni ora. E nessuna denuncia viene pubblicata senza verifica, prova documentale e diritto di replica.

E quando il tema è il fondatore stesso?

Il lettore ne sarà informato, come in questa intervista. E io non partecipo né alla verifica né alla decisione di pubblicare denunce che riguardino concorrenti, ex clienti o parti nei miei processi. «Erga mundum» significa «di fronte al mondo». È così che voglio lavorare: alla luce del sole.

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IntervistaIl manifesto

Il manifesto di Erga Mundum

Qui la notizia non si compra, non si commissiona e non si mette a tacere. Si dimostra.

Scritto dal fondatore il giorno in cui il giornale è andato online, il 23 ottobre 2026, e pubblicato in cima a ogni pagina di Erga Mundum.

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IntervistaPer finire

Per finire

E adesso, che cosa viene?

Quali sono i prossimi passi?

Sono tornato a esercitare in Brasile, in tutti i settori che so fare bene: contratti, famiglia e successioni, diritto civile, reati contro l’onore, reati informatici e tutela della reputazione. Assisto chiunque, in qualsiasi città, con il processo telematico. Poco a poco voglio allontanarmi dal contenzioso sulla cittadinanza italiana, che mi ha dato tante gioie e anche tanta fatica.

E voglio che Erga Mundum cresca, con inchieste proprie, interviste ad autorità del Brasile, dell’Italia e dell’Europa e una comunità di lettori che si fidi di ciò che legge.

Che messaggio lascia al lettore?

Che è possibile. Ero un bambino povero convinto che non avrebbe mai lasciato Belo Horizonte, e oggi sono avvocato in quattro paesi europei e ho viaggiato per il mondo. Persevera, insisti, sii testardo. Qualcosa di buono succede sempre. Credi in te stesso e ama prima di tutto te stesso. È possibile. Credici: è possibile.

Firma di Luiz Scarpelli
Luiz Scarpelli · Fondatore di Erga Mundum
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ERGA MUNDUM
Rivista online · Colophon
Luiz Scarpelli
Fondatore e direttoreLuiz ScarpelliAdvogado · Avvocato · Lawyer
Jurista · Escritor
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